La dolcezza del ricordo*

In memoria di Cecilia Salvia

Non era facile parlare in questa circostanza.
Ho provato a difendermi dall'emozione scrivendo pochi pensieri.
Ho conosciuto Cecilia molti anni fa. Io ero quasi un ragazzo. Frequentavano amici comuni. Mi colpirono già allora le sue qualità. Una competenza giuridica profonda e creativa. Una curiosità culturale ampia, ma sensibile. Era sociale coraggiosa, nei tempi di una parità di genere ancora sottovoce, forse addirittura clandestina, in una Basilicata che iniziava finalmente a guardare il mondo con lo sguardo più largo che solo insieme, uomini e donne di questa terra possono garantire.
Aveva una dolcezza a volte irriverente e un modo tutto suo che ha mantenuto fino alla fine, di essere giovane, quella ragazza elegante e pungente che vedevamo in azione sulle grandi questioni. Come succede a chi ha carattere: non è mai cambiata. Sempre lei, comunque e dovunque. Al di là del ruolo e delle situazioni. Era rimasta di questa antica frequentazione, un'intesa umana e personale, quasi una confidenziale complicità, negli anni in cui io arrivai in Regione.
Cecilia ha sicuramente rappresentato il tempo nuovo della vita regionale, ai vertici dell'amministrazione, guidando uffici, strutture e dipartimenti. E ribaltando, finalmente, un taciuto, ma sicuramente presente pregiudizio, che provava a mantenere in ombra quella parte ricca, prorompente ed innovativa della Basilicata che erano le donne. Potrei ordinare un filo interminabile di ricordi, in questi anni di vita regionale. Da qualsiasi responsabilità nella quale ero occupato con Cecilia era rimasto un indissolubile legale che era affollato di spunti, di situazioni di uomini e di donne, a partire dall'indimenticabile Ester, che nella grande battaglia della vita, spesso ha saputo animare i nostri sentimenti.
Lei da donna di sinistra, capace di dialogare, con stile, anche con chi era alternativo alle sue posizioni. Ci siamo trovati in questi anni sui molti fronti. Ero sempre soddisfatto e contento della sua collaborazione, che insieme alla competenza mi garantiva quella complice lealtà che solo persone che si vogliono bene possono trasmettersi. Non ho dubbi, non solo perché me lo diceva, e per lei era la stessa cosa. La sua battuta bella era di casa nella mia stanza, la grande sintonia che caratterizzava il nostro rapporto. Certe volte quasi come una sorella maggiore si soffermava con vezzo e simpatia sulla mia giovane età. Lo ha fatto fino all'ultimo, in ospedale e nella sua stanza a casa, poche ore prima di andarsene per sempre.
La sua presenza negli ultimi anni alla Presidenza della Giunta è stata straordinaria. Un senso delle istituzioni e del servizio pubblico che tutti ricordano. Cecilia era lì nella guida degli uffici che le venivano assegnati, ma sempre collaborativa con i colleghi, mai incline a certa indolenza burocratica, sempre fantasiosa e ricca di soluzioni. Non è troppo, lo sanno tutti, se l'abbiamo considerata un cardine dell'amministrazione Regionale.
Ma il suo racconto professionale non lo dobbiamo fare solo oggi, ma nei prossimi anni. Ai familiari, al marito, ai figli agli amici vorrei con il cuore avvolto nel più grande dei dolori, consegnare semplicemente, la grandissima riconoscenza di tutta l'amministrazione regionale. Non sono il primo a scoprire che davanti alla morte, anche nella bellissima luce della fede, le parole si dissolvono, si incrinano clamorosamente, esitano.
Dobbiamo essere tutti insieme amici e familiari, considerato che abbiamo avuto una grande fortuna nell'angolo dei grandi problemi del mondo e in questa parte di vita a conoscerla, frequentarla ed apprezzarla. Ci porteremo a tutela di questa memoria, tutti un debito con Cecilia.
Qualcuno ha detto persino la memoria non è necessaria all'amore.
C'è un paese dei vivi e un paese dei morti, e il ponte fra l'uno e l'altro è l'amore, l'unica sopravvivenza, l'unico significato.
Questo mi sento di dire a tutti noi ed a Cecilia.

Vito De Filippo
Presidente della Regione Basilicata

* Commemorazione funebre in ricordo di Cecilia Salvia, tenuta nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Potenza il 10 gennaio 2009